Oh Habibi, Ya Habibi, Yalla Yalla Habibi. Comincia così una delle canzoni più
belle che si sentono vagando per le stradine lastricate del mio paese. Magari
andando dal dottore, o a fare la spesa alla Puti’a.
Parole accompagnate dal suono inconfondibile dello ‘Ūd orientale. Una musica
lenta, cantilenante, melodie che si dilatano nel tempo, parole che si ripetono
all’infinito. Una musica che sembra non finire mai.
Dall'unione di due grandi passioni nasce questo Blog personale. Scrivere, Mangiare, ma anche e soprattuto Viaggiare, Leggere e tanti altri infiniti da coniugare.
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lunedì 21 settembre 2015
ODORE DI CURCUMA E TAJINE PER LE VIE DEL MIO PAESE
Si sente spesso, tra le strade del
mio paese, odore di oriente.
Dalla casa poi, qualcuno pronuncia i versi della Shahada, (professione di fede) e mi riporta nel presente. La preghiera è quasi terminata. Decido di assecondare quella preghiera, nel linguaggio che mi è più consono, nel mio personale gergo religioso, a volte incomprensibile perfino a me stessa. Prego e spero che il mare sia clemente, che il vento soffi altrove. Prego, più di ogni altro per quel Muezzin, perché le sue parole continuino ad echeggiare libere dall’alto del minareto della Grande Moschea di Aleppo, che scandiscano dall’alba al tramonto i momenti più importanti della giornata. Prego che sia presto. Molto presto, prima che si possa dire: esisteva una volta ad Aleppo. Esisteva una volta in Siria.
Al Salam Alaykum ya Sadīqī. Al Salam Alaykum popoli erranti.
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